mercoledì 22 ottobre 2014

Tortino di patate e anacardi...e riflessioni di metà settimana!

Ci sono avvenimenti che ti cambiano inevitabilmente la vita, che ti modificano nel profondo e che ti segnano per sempre. Alcuni ti segnano fisicamente, altri ti segnano solo dentro e ti fanno vedere tutto diversamente.
Alcune volte hai voglia di condividere il tuo cambiamento, altre volte no e altre ancora vorresti ma non puoi.
Però tu sai che sei una persona diversa, sai che qualcosa in te non sarà mai più come prima.
Spesso non è nemmeno facile ammettere o concepire un cambiamento soprattutto quando questo comporta un adeguamento ad una nuova situazione di vita magari più debilitante. Ma se c’è una cosa che io ammiro tantissimo in alcune persone che si trovano ad affrontare una cosa del genere, è la loro capacità di reagire. Certe persone tirano fuori un’energia e una forza pazzesche che sono davvero al confine tra l’umano e il disumano. E loro sì che sanno apprezzare molto di più le piccole cose che la vita offre. Magari una vita di fatica, di stenti e di disagi ma pur sempre una vita che sa donare anche il più piccolo dei piaceri come una passeggiata autunnale all’aria aperta in mezzo alle foglie gialle che cadono dagli alberi in uno splendido parco. E voi la sapreste apprezzare questa passeggiata? La sapreste apprezzare la camminata più faticosa del mondo per raggiungere quel punto della collina da cui si vede uno splendido panorama? Molti di noi possono camminare e permettersi di raggiungere quel punto in men che non si dica, ma c’è qualcun altro al mondo per il quale quel punto è il più faticoso da raggiungere nonostante sia assolutamente alla portata di tutti. Quel qualcuno raggiunge quel benedetto punto della collina sudando mille camicie e versando lacrime di dolore e di fatica, una fatica immensa che però viene ripagata dalla vista di uno splendido tramonto e dalla soddisfazione di aver vinto una battaglia, non la guerra ma una battaglia, quella contro la negatività di pensiero. Al giorno d’oggi la negatività è dietro l’angolo, il pensiero che ci fa dire “non ce la faccio più!” è sempre lì, a portata di testa. Ma ci pensiamo mai a chi veramente avrebbe tutto il diritto di dire “non ce la faccio più!” per svariati motivi? E magari noi lo diciamo con la stessa semplicità con cui si trangugia un bicchiere d’acqua...e noi stiamo bene, abbiamo problemi che più o meno tutti hanno oppure, ancora peggio, ce li creiamo. So che spesso è più facile guardare nell’orticello di casa propria e non dico nemmeno che dobbiamo pensare a chi sta peggio di noi per sentirci meglio, questo mai. Dico solo che dovremmo essere più rispettosi quando si fanno certe affermazioni perché non sappiamo mai che tipo di lotta stiano portando avanti le persone intorno a noi, quelle con cui parliamo e che magari non ci hanno mai detto “io non ce la faccio davvero più!” nonostante ne abbiano il pieno diritto.
Parole scontate che possono sembrare di circostanza ma non è così...e ringrazio chi mi ha dato la possibilità di rifletterci su.
E dopo questa lunga riflessione...torniamo a cucinare! Ho preso ispirazione da una ricetta che ho trovato in uno splendido libro di cucina naturale, "Papaveri e Pistacchi" edito da De Agostini. La ricetta è pressochè identica a quella che trovate sul libro ma ho sostituito le nocciole con i miei tanto amati anacardi e vi assicuro che l'abbinamento è riuscitissimo.


Ingredienti
5 patate di media grandezza
1 scalogno (la ricetta prevede 1 cipolla)
100 gr di anacardi tostati ma non salati (la ricetta prevede 100 gr di nocciole)
rosmarino
sale
olio EVO

Preparazione
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